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Eppure Claudio Baglioni in veste di DITTATORE artistico del Festival mi piace.
Mi piace perché ha mantenuto la sua proverbiale antipatia, non ha fatto nulla per scalfirla, non sta facendo nulla per apparire diverso da come realmente lui è: antipatico, impacciato, timido, sornione.
Eppure a modo suo piacevole.
Goffo al punto giusto.
Sempre in ritardo sui tempi televisivi.
Ingessato, disarmato, imbalsamato.
Ma dategli un “la” 🎼 dategli un pianoforte 🎹 un microfono 🎤 uno spartito e allacciate le cinture per un viaggio lungo 50 anni.
Anni di graffi sul cuore, di brividi e pelle d’oca, una carrellata di fotogrammi legati a quelle canzoni che ognuna è un ricordo.
Bravo Claudio.
E brava la Hunziker, che alla fine fa tutto lei.
E adorabile Favino. Adorabile davvero.
Perché, se non l’aveste capito 😉 io sono una che ama il Festival di Sanremo.
Bello o brutto che sia.
Accettabile, criticabile, contestabile o amabile che sia.
Quel carrozzone di canzonette, spettegulesss, fiori colorati, abiti scintillanti e ciglia finte.
Mi piace come mi piaceva “Fantastico”, il varietà del sabato sera, che quando partiva la sigla lo spirito di Heather Parisi si impossessava del mio corpo.
Mi piace come mi piacevano i pranzi della domenica al ristorante con i nonni, gli zii, le cugine.
Mi piace come una pausa caffè.
La colazione a letto.
Una seduta dall’osteopata.
E niente. Mi piace. E mi rilassa.

Perché Sanremo è Sanremo 😉

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