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Un’ultima volta prima di morire. Ha detto lui. E lei si è sciolta in un suo abbraccio.

81 anni lui. 79 lei. Bellezza viscerale e senza tempo.

50 anni dopo la prima volta, si ritrovano sullo stesso palcoscenico e l’emozione tradisce ogni sguardo. Ogni gesto.

Robert Redford e Jane Fonda sono pura luce nello scintillio della laguna.

E parlano di baci. Pare che lui baci ancora benissimo.

E parlano di amore. Lei se ne innamorò perdutamente quando entrambi erano già impegnati.

E parlano di morte nel film che li ha riuniti per l’ultima volta. E di vita. Un “piccolo grande film” che commuove ed emoziona, regalando momenti di autentica tenerezza.

E’ la riscoperta di un genere che, nonostante tutto, sovrasta e lenisce, cura le ferite di questi tempi brutti e difficili.

E’ il mito americano, sbiadito, quasi estinto, tirato a lucido per l’occasione.

E’ una storia d’amore che supera le barriere del tempo e va oltre la finzione cinematografica.

Perché a guardarli su quel palcoscenico, emozionati e bellissimi, stretti e complici, sembra che il tempo si sia fermato al 1966. A quel primo ciak. A quel primo bacio.

E l’emozione tradita da una lacrima a fior di ciglia, dilaga e contagia pubblico e critica come non succedeva da anni al Festival di Venezia.

Applausi.

Our souls at night è una morbida sciarpa in una sera di Settembre, una goccia di miele, lenzuola fresche alla fine di una giornata pesante.

E loro, di nuovo loro, l’intesa perfetta.

Senza parole ❤

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