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Sarebbe bellissimo se in Italia si riscoprisse il sentimento del nazionalismo.

L’amore per il proprio paese nonostante gli enormi crateri che ne squarciano le viscere.

Sarebbe meraviglioso poter assistere alla rinascita di un nuovo orgoglio italiano, basato sui “tratti somatici” di un popolo che è stato dato per morto tante volte ma che ogni volta ha dato prova di grande tenacia e determinazione.

E che è rinato.

E che ora, invece, sembra stare comodo nella sua rassegnazione.

Sarebbe bellissimo se ognuno di noi ritrovasse dentro di sé la stessa voglia di riscatto e di rivincita che ha permesso ai nostri nonni di rialzarsi dopo una delle guerre più cattive e sanguinose della storia.

Bisognerebbe trovare la strada per uscire da questo labirinto di apatia e di frustrazione.

Da questo tirare avanti rassegnato, abituato e abitudinario.

Da questa attesa che promette cambiamento, rinnovamento. Salvezza. Promette ma non mantiene.

Ci vorrebbe il coraggio di dire basta, di sentirsi finalmente e di nuovo parte di una nazione grande e grandiosa.

Perché l’Italia lo è. Lo è sempre stata.

Ed io vorrei essere tanto fortunata da poter assistere a questa riscossa.

Vorrei poter dire: IO C’ERO.

E ho scelto di essere l’artefice di questa rinascita.
Come si fa? SI FA.

Ognuno con il suo.
Ma bisogna volerlo fortemente.

Perché è così che si fanno le rivoluzioni: insieme. Coesi. Nel fare.

Uniti nel nome di un paese che è il nostro.

E che nessuno ha il diritto di trattare così male. ?

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