Tanta retorica.
Continuo a sentire e a leggere che la paura non deve fermarci, che non dobbiamo cambiare le nostre abitudini a causa di questi bastardi, chiunque essi siano…
Ma come si fa???
Come si può pensare che la paura non ci blocchi, che non ci immobilizzi, e che le nostre abitudini possano veramente rimanere le stesse?
Non so voi, ma io non mi muovo più con la serenità con cui mi muovevo un tempo: se posso non mi muovo proprio.
Non entro in un aeroporto a cuor leggero da anni ormai, e nessuno può dirmi che così “faccio il loro gioco”, perché se di un gioco si tratta, loro sono i gatti e noi i topi.
E noi rischiamo tutti i giorni di trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato.
IO HO PAURA, una paura folle.
E prima di partire, la prossima volta, ci penserò due volte.
Prima di prendere la metropolitana, la prossima volta, ci penserò due volte.
Prima di andare ad un concerto o allo stadio, la prossima volta, ci penserò due volte.
Ditemi che voi non lo fate.
Che voi non cambierete le vostre abitudini.
Che dall’11 Settembre del 2001 ad oggi, ma soprattutto alla luce degli ultimi sanguinosi e tanto ravvicinati eventi, non avete cambiato il modo di pensare, di programmare, di vivere e organizzare.
Ditemi che non avete paura.
Che non vi sentite braccati.
Che non sentite il loro fiato sul collo.
 Io si.
Io ho paura, mi sento braccata e il loro fiato lo sento caldo sul collo.
Schifosi bastardi. Siamo topi, prede facili di gatti dagli artigli affilati.
Nessuno è al sicuro in nessun luogo.
E la paura è un sentimento più che legittimo, assolutamente giustificato, l’unico in grado preservarci da un’esposizione che, in questo momento, potrebbe anche costarci la vita. ?

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