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…FINO A SMETTERE

Non mi reputo una persona nostalgica. Sono una persona che vive volentieri il presente.
Ma i ricordi mi riempiono il cuore.
È sempre stato così: nei momenti di difficoltà mi sono sempre rifugiata nei ricordi. In quelli più dolci.
Ne ho di bellissimi.
Ripenso spesso alla casa dei miei nonni. Un palazzo austero: bellissimo.
Una scala di marmo che saliva tra statue ed affreschi.
La grande cucina bianca, la dispensa con la cesta delle mele renette (le preferite di mio nonno), il sughetto con la passata di pomodoro e una noce di burro.
La sala da pranzo con il tavolo in cristallo, il salone di rappresentanza in cui era vietato entrare.
Mia nonna che stirava cantando Julio Iglesias, il divano pieno sulla sigla di “Dancing days”.
Candy e Terence si scambiavano promesse d’amore.
L’uovo sbattuto con lo zucchero. Il prosciutto crudo dolce tagliato sottile.
E nonno, spirito libero e libertino, che volava in posti esotici e tornava con quelle camicette a fiori che parlavano di mare, di olio di cocco e sabbia bianchissima.
Le sue storie mi incantavano.
Mi sembra di vederlo ancora, abbronzato, la valigia sempre pronta.
Il profumo del Prep “riparatutto”.
I pranzi della domenica, il té da Doney, le vacanze a Luglio.
Lei così forte, fiera, elegante.
Pensavo fosse eterna. Mi sbagliavo.
L’ultima volta che ci siamo sentite, era un mercoledì di ben 18 anni fa.
C’era Sanremo in TV. Letizia Casta scendeva dalla scala in un’abito principesco.
Lei mi chiama e mi dice: dovresti esserci tu su quella scala. Tu sei molto più bella di lei. Poi nulla.
L’ho sentita respirare a fatica. Fino a smettere.
Grazie nonna. Grazie per le tue ultime parole e per tutte le altre.
Grazie per avermi insegnato il pudore e la gentilezza. La riservatezza e le buone maniere. Valeria dice che ti somiglio. Forse saresti fiera di me. ?

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